Sud Africa: il sindacalista rivoluzionario indiano Bernard Sigamoney di Durban

Lucien van der Walt, Traduzione di Alternativa Libertaria/FdCA – Ufficio Relazioni Internazionali, Articolo pubblicato nella rivista anarchica sudafricana “Tokologo”, No. 4, novembre 2014.

Un movimento globale, quello della tradizione anarchica e sindacalista rivoluzionaria, ha influenzato persone di tutti i ceti sociali. Una del\le figure più rappresentative fu Bernard L.E. Sigamoney, nato nel 1888. Il nipote di braccianti indiani a contratto, che emigrarono in Sud Africa nel 1870, divenne un maestro di scuola con una impostazione da classe operaia. [English]

Bernard Sigamoney (1888-1963)
Bernard Sigamoney (1888-1963)


Sud Africa: il sindacalista rivoluzionario indiano Bernard Sigamoney di Durban

Cento anni fa, la Prima Guerra Mondiale (1914-1918) metteva a fuoco il mondo: i morti furono quasi 40 milioni. Il Sud Africa, quale territorio parte dell’Impero Britannico, inviò truppe e lavoratori per le battaglie in Africa ed in Europa.

Il paese venne duramente colpito dagli sconvolgimenti economici della guerra. Quando cominciarono a scarseggiare i beni alimentari, Sigamoney fu uno degli animatori delle proteste a Durban. Prese contatti con la sezione locale della Lega Socialista Internazionale (ISL) – un influente gruppo sindacalista rivoluzionario che si opponeva alla guerra in quanto conflitto tra imperialisti e capitalisti europei, in cui la classe operaia veniva mandata a morire.

L’ISL difendeva i diritti dei lavoratori di colore e voleva il controllo operaio della produzione attraverso i sindacati. Nel marzo 1917, si formò a Durban il sindacato rivoluzionario dei lavoratori indiani, l’Indian Workers Industrial Union (IWIU), con iscritti nel porto, nell’abbigliamento e nelle lavanderie, tra gli imbianchini e negli alberghi, nella ristorazione e nella lavorazione del tabacco.

Sigamoney fu uno degli indiani che aderirono alla ISL e divenne il primo segretario del nuovo sindacato. Figura molto nota, tenne la presidenza di un importante convegno della sinistra nell’ ottobre 1917 e svolse un ruolo di orientamento nel congresso della ISL nel 1918. Sigamoney, l’ISL e IWIU appoggiarono lo sciopero dei camerieri iscritti all’IWIU nel 1919, così come appoggiarono lo sciopero del 1920 dell’Independent Tobacco Workers, nonché lo sciopero dei lavoratori indiani del mobile nel 1921. Sigamoney venne indagato dalla polizia per aver istigato nel 1918 gli scioperi dei lavoratori portuali africani neri, ma venne scagionato.

Negli anni ’20, Sigamoney si riavvicinò alla fede della sua famiglia e divenne un ministro anglicano radicale. Si iscrisse alla Industrial and Commercial Workers Union (ICU), un movimento di massa in parte influenzato dal sindacalismo rivoluzionario. Negli ultimi anni della sua vita, è stato attivo nelle attività contro l’apartheid, specialmente nel campo dello sport. Ha collaborato con figure come Albert Luthuli (1898-1967, attivista della tribù Zulu, sostenitore della non-violenza , ndt) e nel 1962 in qualità di presidente del South African Non-Racial Olympic Committee (SANROC) si mise alla testa della campagna contro la partecipazione del Sud Africa dell’apartheid alle Olimpiadi di quell’anno.

Sigamoney morì nel 1963, dopo una vita ben spesa.

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