[JOURNAL in translation] [+PDF] Lucien van der Walt, Michael Schmidt, 2014, “Proudhon, Marx in anarhistična družbena analiza”, in “Časopisa za kritiko znanosti…”

Lucien van der Walt in Michael Schmidt, 2014, “Proudhon, Marx in anarhistična družbena analiza”, Časopisa za kritiko znanosti, Časopis za kritiko znanosti (Casopis za kritiko znanosti)volume XLII, number 257,pp. 159-192.

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Slovenian abstractCROP COVER van der Walt, Schmidt - Proudhon, Marx in anarhisticna družbena analiza

Na šišjo anarhistično tradiciio sta močno vplivala tako Proudhon kot Marx, vendar ie anarhizem storil vse, da se izonede terminizmu, teleološkim pogledom na igodovino, ekdnomskemu redukcionizmu in funkcioalistični perspektivi, pišeta v pričujočem prevodu avtorja besedila. Ključni elementi anarhistične družbene analize so v besedilu podali shematsko. Anarhistična analiza v svoji najbolj sofisticirani obliki sloni na ideji, da je razred ključna značilnost sodobne družbe; zato mora biti razredna analiza kljurza razumevanje druibe. Obenem zelo resno bbranava ideje, motive in dejanja in zavrača monistične modele družbe. Z zavrnhijo ekonomskega determinizma in poudarjanjem pomena subjektivitete analiza ne nadomesti ene oblike determinizma z drugo.

Ključne besede: marksizem, anarhizem, razred, ekonomija, zgodovina, napredek, država

English abstract
“Proudhon, Marx and Anarchist Social Analysis”
Schmidt’s and van der Walt’s text is taken from their book “Black Flame”, which was published by AK Press in 2009. For the present edition of the “Journal for the Critique of Science”, third chapter was translated. The broad anarchist tradition was profoundlyinfluenced by both Proudon and Marx, but did its bestto eschew determinism, teleological views of history, economic reductionism, and functionalism. The key elements of an anarchist social analysis in the text have emerged in a schematic form. Anarchist analysis, in its most sophisticated form, centres on the notion that class is a principal feature of modern society and thus that class analysis must be key to understanding society. At the same time, it takes ideas, motives and actions seriously, and avoids monistic models of society. In rejecting economic determinism and stressing the importance of subjectivity, this analysis does not replace one form of determinism with another.

Keywords: maxism, anarchism, class, economics, history, progress, state

AUDIO: Lucien van der Walt, 28 November 2014, “The Relevance of Makhan Singh for Labour Today,” at “Paying Living Wages: A Reality or Mirage?,” colloquium, Kenyan Human Rights Commission (KRC) Consortium, Nairobi, Kenya

AUDIO: Lucien van der Walt, 28 November 2014, “The Relevance of Makhan Singh for Labour Today,” at “Paying Living Wages: A Reality or Mirage?,”  colloquium, Kenyan Human Rights Commission (KRC) Consortium, Venue: Panafric  Hotel, Nairobi, Kenya, 27-28 November 2014.

MAKHAN SINGH was founder of the Kenyan trade unions, and influenced by the revolutionary Ghadar Party, and through it, the syndicalist Industrial Workers of the World (IWW); he was later involved in the Communist Party of India. Champion of non-racial workers unity, socialism, anti-colonialism, he was persecuted by the British Empire, and marginalised by the post-colonial, anti-worker, Jomo Kenyatta regime. More about this working class here

[Analysis in translation] [+PDF] Michael Schmidt e Lucien van der Walt, 2014, “Apresentando Chama Negra”, in Corrêa, etal, “Teoria e História do Anarquismo”

Michael Schmidt e Lucien van der Walt, 2014, “Apresentando Chama Negra”, in Felipe Corrêa, Rafael Viana da Silva e Alessandro Soares da Silva (Orgs.), Teoria e História do Anarquismo, Editora Prismas, Curitiba, pp. 63-103. Selection from our book, Black Flame: The revolutionary class politics of anarchism and syndicalism (2009, AK Press). Published in translation in new Brazilian book on anarchist history and theory. Link below is for the chapter only, not the whole book.

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[Analysis in translation] [+PDF] Lucien van der Walt e Michael Schmidt, 2014, “Prefácio”, to Felipe Corrêa, “Bandeira Negra: Rediscutindo o Anarquismo”

Lucien van der Walt e Michael Schmidt, 2014, “Prefácio”, in Felipe Corrêa, Bandeira Negra: Rediscutindo o Anarquismo, Editora Prismas, Curitiba, pp. 15-40.

Preface to the excellent new Brazilian book on anarchism, by Felipe Corrêa. In Brazilian Portuguese. Link below is for the preface only, not the whole book.

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[Analysis in translation] Lucien van der Walt, 2004, “Riflessioni su Anarchismo e Questione Razziale in Sud Africa (1904-2004)”

Riflessioni su Anarchismo e Questione Razziale in Sud Africa (1904-2004)

 Lucien van der Walt, da Prospettive per la Teoria Anarchica, vol.8, n°1 -
La tradizione anarchica sudafricana si pone come un interessante caso di studio per un approccio anarchico alla questione della disuguaglianza razziale e dell’oppressione capitalistica. Nel Sud Africa contemporaneo, le relazioni capitalistiche di sfruttamento sono state costruite sulla base dei rapporti di dominio coloniali. La complessa articolazione tra questione razziale e lotta di classe è stata un questione con cui il movimento anarchico sudafricano si è sempre confrontato. Il presente documento cercherà di esaminare come si sono rapportati alla questione razziale sia il classico movimento anarchico sudafricano dei primi due decenni del XX secolo, sia quello contemporaneo a partire dagli anni ’90 ed infine si cercherà di trarre delle conclusioni.
LA QUESTIONE RAZZIALE
Il capitalismo sudafricano si è sviluppato su basi razziali dagli inizi del processo di industrializzazione negli anni 1880 spronato dalla scoperta dell’oro nella regione di Witwatersrand, fino al periodo delle riforme negli anni 1970. C’erano in effetti due settori nettamente differenziati della classe operaia sudafricana. I lavoratori africani, pari al Read more of this post

[Analysis in translation] Lucien van der Walt, 2014, “Sud Africa: il sindacalista rivoluzionario indiano Bernard Sigamoney di Durban”

Sud Africa: il sindacalista rivoluzionario indiano Bernard Sigamoney di Durban

Lucien van der Walt, Traduzione di Alternativa Libertaria/FdCA – Ufficio Relazioni Internazionali, Articolo pubblicato nella rivista anarchica sudafricana “Tokologo”, No. 4, novembre 2014.

Un movimento globale, quello della tradizione anarchica e sindacalista rivoluzionaria, ha influenzato persone di tutti i ceti sociali. Una del\le figure più rappresentative fu Bernard L.E. Sigamoney, nato nel 1888. Il nipote di braccianti indiani a contratto, che emigrarono in Sud Africa nel 1870, divenne un maestro di scuola con una impostazione da classe operaia. [English]

Bernard Sigamoney (1888-1963)
Bernard Sigamoney (1888-1963)


Sud Africa: il sindacalista rivoluzionario indiano Bernard Sigamoney di Durban

Cento anni fa, la Prima Guerra Mondiale (1914-1918) metteva a fuoco il mondo: i morti furono quasi 40 milioni. Il Sud Africa, quale territorio parte dell’Impero Britannico, inviò truppe e lavoratori per le battaglie in Africa ed in Europa.

Il paese venne duramente colpito dagli sconvolgimenti economici della guerra. Quando cominciarono a scarseggiare i beni alimentari, Sigamoney fu uno degli animatori delle proteste a Durban. Prese contatti con la sezione locale della Lega Socialista Internazionale (ISL) – un influente gruppo sindacalista rivoluzionario che si opponeva alla guerra in quanto conflitto tra imperialisti e capitalisti europei, in cui la classe operaia veniva mandata a morire.

L’ISL difendeva i diritti dei lavoratori di colore e voleva il controllo operaio della produzione attraverso i sindacati. Nel marzo 1917, si formò a Durban il sindacato rivoluzionario dei lavoratori indiani, l’Indian Workers Industrial Union (IWIU), con iscritti nel porto, nell’abbigliamento e nelle lavanderie, tra gli imbianchini e negli alberghi, nella ristorazione e nella lavorazione del tabacco.

Sigamoney fu uno degli indiani che aderirono alla ISL e divenne il primo segretario del nuovo sindacato. Figura molto nota, tenne la presidenza di un importante convegno della sinistra nell’ ottobre 1917 e svolse un ruolo di orientamento nel congresso della ISL nel 1918. Sigamoney, l’ISL e IWIU appoggiarono lo sciopero dei camerieri iscritti all’IWIU nel 1919, così come appoggiarono lo sciopero del 1920 dell’Independent Tobacco Workers, nonché lo sciopero dei lavoratori indiani del mobile nel 1921. Sigamoney venne indagato dalla polizia per aver istigato nel 1918 gli scioperi dei lavoratori portuali africani neri, ma venne scagionato.

Negli anni ’20, Sigamoney si riavvicinò alla fede della sua famiglia e divenne un ministro anglicano radicale. Si iscrisse alla Industrial and Commercial Workers Union (ICU), un movimento di massa in parte influenzato dal sindacalismo rivoluzionario. Negli ultimi anni della sua vita, è stato attivo nelle attività contro l’apartheid, specialmente nel campo dello sport. Ha collaborato con figure come Albert Luthuli (1898-1967, attivista della tribù Zulu, sostenitore della non-violenza , ndt) e nel 1962 in qualità di presidente del South African Non-Racial Olympic Committee (SANROC) si mise alla testa della campagna contro la partecipazione del Sud Africa dell’apartheid alle Olimpiadi di quell’anno.

Sigamoney morì nel 1963, dopo una vita ben spesa.

Analysis [+PDF] Lucien van der Walt, 2004, “Racisme et Lutte de Classe”, Ruptures, 4

Lucien van der Walt, 2004, “Racisme et Lutte de Classe”, in Ruptures, number 4, Québec City, pp. 20-24.

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[Analysis in translation] Lucien van der Walt, 2004,”‘Sifuna Zonke!’ (‘Nous voulons tout!’): une histoire de syndicalisme révolutionnaire en Afrique du Sud”

Lucien van der Walt, 2004, “‘Sifuna Zonke!’ (‘Nous voulons tout!’): une histoire de syndicalisme révolutionnaire en Afrique du Sud,” Afrique XXI, no. 3

Le syndicalisme révolutionnaire a joué un rôle central, aujourd’hui en grande partie oublié, dans le mouvement ouvrier sud-africain des débuts du vingtième-siècle. Dans les années 1920 notamment, les Industrial Workers of Africa s’illustrèrent dans la lutte contre le capitalisme racial, pour l’organisation et la défense des droits des travailleurs de couleur, Africains, Indiens ou métis. Coup de projecteur. Johannesburg, Afrique du Sud, mai 1918. Un groupe d’ouvriers africains et une poignée de radicaux blancs se rassemblent dans une petite salle derrière une épicerie générale sur le coin des rues Fox et McLaren, comme ils le font chaque semaine depuis plus d’une année. Plusieurs nouveaux visages sont présents, dont Rueben Cetiwe qui exprime le but de la réunion : « Nous sommes ici pour l’Organisation, dès que tous nos camarades ouvriers seront organisés, nous pourrons voir ce qu’il est possible de faire pour abolir le système capitaliste. Nous sommes ici pour le salut des travailleurs. Nous sommes ici pour nous organiser et combattre pour nos droits ».

C’est une réunion des Industrial Workers of Africa (IWA). Un syndicat qui a pour objectif d’organiser les travailleurs quelle que soient leurs origines et leur couleur de peau, notamment les ouvriers noirs,

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